Leading horses to water - eversince.

Tramonti sulla mia terra
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Amnesty International
Electronic Intifada
Made in Carcere®
Nientescuse
Lo spazio aperto di un parcheggio.
Seimila posti vuoti.
Due macchine si aggirano sul piazzale.
Si incrociano due - tre - quattro volte.
Si studiano.
Tutti due gli autisti, cercano di accaparrarsi il posto piu favorevole rispetto all'altro.
Una svolta. Un'altra.
Rumore di alluminio.
Una delle due vetture e' li' ora.
Con tre ruote a terra ed una sospesa per aria a cavallo di uno spartitraffico interno al piazzale.
L'autista fa stridere le gomme.
Nulla.
Sterza, s'affanna.
Nulla.
Alla fine quel che conta e' lo scherno che gli e' valso da parte dell'altro automobilista che passa e parcheggia di fronte a lui. Guai ad aiutarlo, ora.
La folla applaude.
(...segue da post precedente)
Uscito dall'enciclopedia medica, alla fine si decide a gravitare ancora dalle mie parti.
Mi fa una certa pena.
Se non fosse l'assoluta mancanza di dignita', sarebbe un povero diavolo, come ce ne sono tanti.
Mi vuole mostrare il luogo del delitto.
Lo seguo.
Lo ascolto.
Gli propongo soluzioni, meno costose e faticose delle sue trovate.
Assolutamente fermo nei suoi disegni - che come tutti i suoi disegni, non ultimo la gestione scellerata di una quota di negozi monomarca, per cui ieri sera mi ha consultato per apprendere criteri di gestione distanti anni luce dalla sua testolina bitorzoluta- e' destinato a fallire.
Lo guardo, e me ne convinco.
C'e' un non so che di bislacco nel sense of humor della vita.
Allora non resisto.
E gli calo l'asso.
Interdetto, resta sul posto a meditare se non sia in effetti meglio cio' che gli ho suggerito.
**: Sperabbi nasce come espressione in un pomeriggio d'agosto quando mi viene raccontato dalla viva voce del mio Tesoro un aneddoto in cui la protagonista (una signora ben agiata della provincia nord-barese) si esprime con la suddetta sgrammaticatura, che diviene da allora simbolo di tutte le sgrammaticature di gente della sua risma: i pezzenti arricchiti privi di un minimo di decorosa cultura, persino quella grammaticale.
E' giunto il momento di presentarvi altri due personaggi da fumetto:
Sperabbi-Rick e Sperabbi-Ant
Questi due simpatici mammiferi, oltre ad una discreta fortuna acquisita nel pieno del boom economico delle confezioni nel nord-barese hanno preso anche le abitudini deprecabili dell'imprenditore locale.
Avvalorando la mia tesi che se non sei nessuno, accumuli oggetti.
Ora avviene che il settore in cui operano, sia in crisi da anni.
Gli sperabbi, forti di una joint-venture con un grossista napoletano hanno vivacchiato fino all'inizio dell'anno senza intraprendere grandi operazioni di marketing e/o strategie di vendita.
Quest'anno, con l'acqua alla gola si stanno inventando qualcosa, copiando da fonti non proprio esemplari, vista la loro situazione.
Prossimamente intendono aprire un outlet.
"Ma per i negozianti" tengono a precisare. Poiche' questo li concilierebbe con vendite stratosferiche (da loro sognate) a risanare il bilancio dissestato.
Sperabbi-Rick e' un omino di un metro- un ca**o- un barattolo ed una nocellina americana di altezza.
Labbro leporino.
Si esprime con rabbia, a rafforzare concetti inesistenti. Ripete le stesse cose almeno dieci volte cercando di spiegarsi e lascia stare solo quando si rende conto di non capirsi neanche lui piu'.
Oggi mi arriva in ufficio e mi si para davanti.
Alle otto e mezza non e' quello che si puo' dire un buon giorno.
Concitato comincia a fare richieste.
Lo lasci terminare e poi con freddo raziocinio gli dimostri che non ha la piu pallida idea di cosa sta facendo.
Sconfortato, alle otto e trentadue, lascia il tuo ufficio chiedendosi cosa ca**o mai significhi break-even.
Gli sperabbi sono teneri, ma ahime' vulnerabili.
Ora e' li' nel suo ufficio che consulta l'enciclopedia medica.
**: Sperabbi nasce come espressione in un pomeriggio d'agosto quando mi viene raccontato dalla viva voce del mio Tesoro un aneddoto in cui la protagonista (una signora ben agiata della provincia nord-barese) si esprime con la suddetta sgrammaticatura, che diviene da allora simbolo di tutte le sgrammaticature di gente della sua risma: i pezzenti arricchiti privi di un minimo di decorosa cultura, persino quella grammaticale.
E' tempo di cominciare a chiudere gli occhi e pensare che l'ignoranza non sia in definitiva il male peggiore che ti possa capitare in un giorno feriale, puoi anche perdere il treno!
E' tempo che le perle che hai dato ai porci, le recuperi e le lavi bene, prima di metterle in un vangelo svuotato del suo contenuto con uno scovolino.
E' tempo in cui anche gli svedesi, di solito cosi' brillanti, mettono l'abito con giacca e cravatta per vendere.
E' tempo che ci si dia una mossa.
Il mistero dei terminali (Parte 1°)
Accade molto tempo fa, che il nostro eroe, in un mattina di sole, decide di prendere una scheda TIM (Telecom Italia MObile).
Fiducioso nel nuovo servizio, il nostro eroe, sottoscrive un bellissimo contratto "Trio" che promette mari di minuti gratis e monti di bolletta.
Il nostro eroe aspetta pazientemente che passi il limite di 40 gg. per l'attivazione della gratuita' e poi chiama l'assistenza.
Il famigerato 119!
Avrebbe fatto prima a chiamare Elvis, direte voi.
Ed avete ragione.
Dopo tre giorni, riusci' a parlarci, la signorina diabolica che gli rispose, glidisse che il terminale non le funzionava.
Il nostro pazientemente si rimise in coda.
Dopo due giorni riusci' a riconnettersi al fatidico call-center e... non funzionavano i terminali!
Al che il nostro, mica si scoraggia, dopo altri due giorni viene informato dalla addetta al call-center che se vuole i minuti promessi dalla promozione, deve fare reclamo!
E non solo ma anche quelli a cui non e' stato attivato il servizio devono fare reclamo!
E in questo turbinio di reclami, il nostro eroe che fa'?
Si attacca alla rete e reclama sul sito della TIM, dove c'e' scritto: tranquilli, vi rispondiamo!
Da allora gli e' cresciuta la barba, ha smesso di ingerire cibi e bevande, per paura che la risposta sia cosi' flebile da non farsi udire in un turbine di deglutizione.
E' morto.
Io faccio appello a Voi, della IBM, che so avete in assistenza i terminali della TIM, per favore: mandategli un tecnico!
Uno che glieli aggiusti i terminali!
Echecca**o!
Possibile che non gliene funzioni mai uno?
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Se doveste avvertire puzza, trattasi di scurregge del cervello.
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Nulla di quello che leggete qui è stato pensato in Cina.
Questo è un blog Europeo, fiero di esserlo e che assolutamente nega il visto di ingresso o anche solo transito a qualunque musogiallo.
Pussa via occhi a mandorla mangiatori di cani.
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